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Un biscotto proteico stampato in 3D partendo da una bottiglia di PET.

Immagine del redattore: Leonardo Cavalluzzi
Leonardo Cavalluzzi
29 ago
Tempo di lettura: 1 min

Un gruppo della Southern Illinois University Carbondale (Lahiru Jayakody, Sandhya Jayasekara, Ken Anderson) ha presentato ad ACS Fall 2026 un processo in tre stadi: PET e scarti agricoli (stocchi di mais) vengono frammentati con oxidative hydrothermal dissolution (acqua e ossigeno ad alta temperatura e pressione), tre ceppi di lievito ingegnerizzati riconvertono i frammenti in proteine, grassi e acidi, e la miscela, addizionata di fibra, amido e dolcificante, viene estrusa con una stampante 3D in biscotti chiamati µBites. I lieviti producono anche vanillina e beta-carotene. Progetto finanziato da NASA Deep Space Food Challenge e NSF CAREER.


Il PET non torna a essere un polimero, diventa biomassa alimentare.


SIU Carbondale Communications
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