Un biscotto proteico stampato in 3D partendo da una bottiglia di PET.
Un gruppo della Southern Illinois University Carbondale (Lahiru Jayakody, Sandhya Jayasekara, Ken Anderson) ha presentato ad ACS Fall 2026 un processo in tre stadi: PET e scarti agricoli (stocchi di mais) vengono frammentati con oxidative hydrothermal dissolution (acqua e ossigeno ad alta temperatura e pressione), tre ceppi di lievito ingegnerizzati riconvertono i frammenti in proteine, grassi e acidi, e la miscela, addizionata di fibra, amido e dolcificante, viene estrusa con una stampante 3D in biscotti chiamati µBites. I lieviti producono anche vanillina e beta-carotene. Progetto finanziato da NASA Deep Space Food Challenge e NSF CAREER.
Il PET non torna a essere un polimero, diventa biomassa alimentare.
